Procacciatore d'affari

Cosa si intende per "procacciatore d'affari"?

Per "procacciatore d'affari" si intende colui che riceve da un'impresa, senza divenirne dipendente né subirne il potere di direzione,l’autorizzazione a segnalare opportunità di affari per quest’ultima.
In particolare, l'attività di procacciatore d'affari consiste nel segnalare all'impresa preponente l'opportunità di stipulare contratti o acquisire ordini di acquisto, senza condurre trattative in merito a tali contratti.
Il contratto di procacciamento d'affari è un contratto atipico, in quanto non espressamente previsto e disciplinato nell'ordinamento contenuto nel Codice Civile. Si distingue dall'agente/rappresentante di commercio, per l'occasionalità del rapporto con l'impresa preponente, non essendo legato a quest'ultima da un rapporto di tipo stabile.

Quali sono i requisiti e gli adempimenti per poter svolgere l'attività di procacciatore?

Per svolgere la propria attività, il procacciatore d'affari deve ricevere la lettera di autorizzazione da parte del soggetto per cui procaccia affari; iscriversi al Registro delle Imprese come "impresa individuale" ed aprire la partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate competente. Ai fini INPS è assoggettato alla contribuzione previdenziale della gestione commercianti.
Il procacciatore d'affari occasionale non è tenuto ad aprire partita IVA, è escluso dalla contribuzione ai fini INPS fino a Euro 5.000 e vista l'occasionalità non ha l'obbligo di tenuta della contabilità.

Il procacciatore d'affari deve essere iscritto all'ENASARCO?

No. Tuttavia le aziende, che usufruiscono delle prestazioni di procacciatori d'affari, debbono iscriverli all'ENASARCO e versare le quote contributive dovute, se le prestazioni di questi soggetti risultino non più "occasionali". L'Ente si avvale di un termine prescrizionale per il recupero di detti contributi non versati pari a 5 anni.